L’ Elleboro o Helleborus, più conosciuta come Rosa di Natale, è una piante perenne, appartenente alla famiglia delle ranunculaceae, originarie dell’Europa centrale e crescono spontaneamente nel sottobosco e nei prati di montagna. Il nome Helleborus deriva dal greco ed è composto da due parole, -far morire- e – nutrimento-, nome assegnatogli per l’alta tossicità di ogni sua parte.

elleboro rosa del natale

 

Una nuova dimora

Le Rose di Natale possono crescere fino a 30 cm di altezza, le foglie sono persistenti di colore verde, più o meno scuro. I fiori che possono essere bianchi con striature rosa o color porpora, fioriscono in inverno o all’inizio della primavera.
Le Rose di Natale vanno generalmente piantate tra settembre a maggio, quando non c’è più rischio di gelate improvvise. Le Rose di Natale preferiscono zone semi-ombreggiate, con un terreo ben drenato e ricco di humus. Non temono affatto le siccità estive, ma le abbondanti piogge invernali (soprattutto in zone molto umide).

Alcuni consigli per la messa a dimora:

– Preparare il terreno con una buona vangatura per togliere erbacce e sassi.
–  Concimare la terra con terriccio da piantagione e humus (letame compostato).
–  Scavare una buca che sia il doppio del volume del vaso.
–  Slegare le radici che si possono essere intricate nella zolla di terra.
–  Piantare la zolla con la parte superiore al livello del suolo, colmare la buca, comprimere leggermente ed annaffiare.

Pacciamare con foglie morte o pagliuzze di lino per mantenere il terreno fresco e evitare qualsiasi traccia di terra sui fiori invernali. I fiori sbocceranno in modo graduale entro il primo anno, anche se può capitare che accada nel secondo anno. Una coltivazione in vaso è possibile mescolando in uguale misura terra leggera e terriccio.

 

elleboro rosa del natale

 

Qualche piccolissima cura

Le Rose di Natale crescono tranquillamente senza richiedere cure particolari, se la loro messa a dimora è adeguata, si sviluppano senza grossi problemi per molti anni.

Si consiglia di prestargli qualche cura, in particolare nel primo anno, annaffiando regolarmente senza allagare il terreno. Pulire le piante da foglie rovinate e fiori appassiti.

Un’altra tecnica molto utile per la cura di queste piante è la concimazione regolare con humus e la pacciamatura che imita quello che succede naturalmente nei boschi dove le foglie secche vanno ad accumularsi sul terreno ai piedi dell’albero formando la lettiera che limita la crescita di altra vegetazione.

E’ possibile utilizzare svariati materiali naturali quali: foglie secche, bucce di cacao, paglia, corteccia, cartone e molti altri materiali abbinati a foglie secche per mantenere il terreno sempre fresco.
A volte il fogliame può essere attaccato da una malattia fungina simile alle rose e si tratta agevolmente con poltiglia bordolese o un fungicida.

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Una cura pericolosa

L’elleboro era conosciuto e utilizzato dagli antichi per le sue proprietà medicinali, credevano, come si evince da un poema dello scritto Orazio (65 a.C. – 8 a.C.) che il decotto delle radici fosse un valido rimedio alla pazzia.

Le radici, essiccate e polverizzate, avevano un forte potere anestetizzante ed irritante per le mucose nasali, dovuto all’elleborina

Nelle tradizioni contadine la presenza dell’elleboro permetteva ai contadini di fare previsioni sulle raccolte contando il numero di piante cresciute nei campi.

E’ anche legato alla tradizione Cristiana, narra una leggenda che una pastorella vagasse per i campi in cerca di un dono da offrire al bambino Gesù ma, essendo stato un inverno molto freddo, non riuscì a trovare neanche un fiore da offrire. Disperata per l’accaduto iniziò a piangere ed il suo pianto attirò l’attenzione di un angelo che si trovava di passaggio, questo si pose vicino alla bambina e tolse un po’ di neve dalla strada, immediatamente comparvero delle particolarissime rose che la bimba raccolse per portele così portare in dono al bambino Gesù.

Oggi, in India, viene bruciata accanto ai letti delle partorienti affinchè gli spiriti buoni entrino nel nuovo nato e il parto sia veloce e indolore.

 

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Quante rose si regalano a San Valentino?

Un altro tema oggetto di discussione é quante rose sia opportuno regalare a San Valentino. Qui il mito si fonde con la superstizione e i numeri diventano simbologia. Abbiamo già cercato di rispondere a questa domanda con un apposito quiz (ancora disponibile qui) attraverso il quale cercavamo di rispondere a questa domanda circa l’appropriato numero di rose da regalare al partner anche in relazione al suo consueto comportamento.

Un misuratore di amore, insomma.

A questa iniziativa si affiancano varie dicerie, simili a quelle suggerite quando si regalano i confetti, come quella che le rose debbano essere dispari per essere di buon auspicio, contrapposta alla credenza che un numero pari sia più rappresentativo della dualità e della pienezza del rapporto.

Ma secondo la nostra esperienza esiste solo una regola davvero efficace: é festeggiare San Valentino ogni giorno.

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