Lezione 3: introduzione al concetto di brand - Ingrosso Fiori Gambin

Lezione 3: introduzione al concetto di brand

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Elemento intrinseco a qualunque attività di impresa, l’idea di brand è molto sottovalutata da una gran maggioranza di imprenditori. Fonte di confusione per i più, che lo confondono con la denominazione fiscale dell’attività, il brand è l’insegna, il marchio, l’identità dell’azienda, l’insieme della sua missione, della sua storia e dei suoi valori. Può essere un nome, può essere un logo, molto più spesso è entrambe le cose. E’ il primo elemento e -anche il più importante- di qualunque tipo di azienda. Non deve essere confuso con la denominazione fiscale dell’attività “pincopallo srl“,  il cui suffisso “srl” è utile perlopiù a fini fiscali, ma non per scopi pubblicitari. Non vedrete mai pubblicizzare infatti la Coca Cola come “Coca Cola S.p.A” o il McDonald’s come “McDonald’s Italia S.r.l.”. Questo perchè Brand e denominazione fiscale sono cose ben distinte che ancora troppe volte vengono confuse tra loro.

E si tratta di un errore imperdonabile, che trasmette, al destinatario della nostra comunicazione, la sensazione di trovarsi dal commercialista.

Come deve essere un Brand?

La progettazione di un Brand è un eterna lotta tra ciò che si vuole esprimere, e ciò che il mercato vuole. Spesso, molte, troppe volte si sottovalutano gli elementi visivi del brand, come il logo, confinandolo a scelte stilistiche obsolete, per non dire brutte o addirittura “oscene“. E’ importante sapere che a partire dagli egizi ad oggi, gli stili estetici sono stati oggetto di una costante rivoluzione, tale da farci apparire antiche (o vecchie) certi tipi di opere.  Il logo di una azienda non è immune a questo fenomeno. E’ importante adeguarsi agli stili moderni se si vuole trasmettere l’idea di modernità, dinamismo, giovinezza aziendale. E si badi: non si tratta di un lusso. Un logo male progettato danneggia l’azienda, il suo fatturato, e mette a repentaglio la sua stessa esistenza. Se non si è avvezzi all’estetica, o non si conoscono gli stili del mercato, è bene lasciare fare questo lavoro a professionisti.

Nome e logotipo.

E poi, il nome. Deve dire chi siamo, dandoci la possibilità di essere identificati e riconosciuti dal mercato, ma deve dire anche cosa facciamo. Questo perchè l’utente lo osserverà per solamente un secondo, ed in quel secondo dovrà comprendere di noi qualunque cosa, e farsi un opinione sulla nostra azienda. Il logotipo invece, è il modo in cui decidiamo di scriverlo, il formato grafico e stilistico in cui lo realizziamo. Caratterizzato da un “Font“, ossia, uno stile grafico di scrittura, dice moltissimo del nostro stile, della nostra identità, dei nostri valori, della nostra “impronta”.

Come si progetta un brand?

Il processo di creazione di un brand è un procedimento creativo, stereoscopico e plurale che implica profonde riflessioni e comporta numerose opinioni, compresi i “ragionamenti per assurdo”. Non è despotico, dove una persona che decide come deve essere e come sarà, altrimenti rifletterà quello stesso despotismo con cui è stato creato. Ricordiamoci: è uno strumento indirizzato ad una pluralità di persone che rispondono a gusti differenti, per questo è importante, anzi fondamentale, che ci si avvalga di molte opinioni durante la sua creazione.

Ricordiamo che il brand è progettato non tanto per riflettere l’identità del suo creatore, ma per incontrare il gusto dei suoi destinatari.

Di seguito Vi offriamo, in esclusiva, alcuni refusi di quando realizzammo il nostro brand, poi esclusi durante la selezione.

Se allora avessimo scelto diversamente, oggi avreste visto qualcosa di molto differente.

logo gambin

Storia, valori e missione.

Ma un brand non è solo una scritta: è un insieme astratto di storia, valori e missione. Quando il brand è storico, deve riflettere la storia che possiede, che conferirà al brand l’idea della solidità e del prestigio. Quando parliamo di valori, questi devono essere espressi dal brand per arricchire e completare il suo significato, pensiamo ad esempio a brands del mondo umanitario come “Emergency” o “Medici senza frontiere”, che esprimono anche solo nel logo, i valori di cui sono portatori, l’urgenza e la solidarietà.

La missione: deve essere chiara in primo luogo all’imprenditore. Non fateci arrabbiare: La vostra missione non è “vendere fiori”, bensì “celebrare con bellezza, colore e profumo qualunque tipo di ricorrenza“.

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